L'iperfocale




La Distanza iperfocale può essere un concetto un po' ostico, ma cercheremo di spiegarlo nella maniera il più semplice possibile.

Per Distanza iperfocale si intende quella distanza alla quale bisogna mettere a fuoco, per ottenere la maggior profondità di campo possibile.

Come abbiamo spiegato durante la lezione sulla profondità di campo, mettendo a fuoco un determinato elemento, a seconda dell'apertura del diaframma, della distanza dal soggetto e della lunghezza focale, si otterrà una zona a fuoco ( nella quale è presente il soggetto), ed una zona nitida che si estende per 1/3 verso di noi e per 2/3 dalla parte opposta.

Esiste però una particolare distanza di messa a fuoco che permette a seconda dell'apertura del diaframma utilizzata e dalla lunghezza focale di mettere a fuoco da una determinata posizione fino all'infinito.







Di solito questa particolare soluzione viene utilizzata per scattare foto di paesaggi, in maniera tale da avere tutta la foto a fuoco; ad esempio scattando una foto in montagna, come nell'esempio seguente, sarà possibile ottenere nitide sia le rocce in primo piano, che le colline sullo sfondo.




La definizione di iperfocale data da wikipedia è la seguente:

"La distanza iperfocale o semplicemente iperfocale è la distanza di messa a fuoco che permette di estendere la profondità di campo dall'infinito alla metà di tale distanza ed è sempre riferita ad una precisa lunghezza focale e ad una precisa apertura relativa di diaframma."

Esiste una formula per calcolare questa distanza ed è la seguente:


  • "H" è la distanza che dobbiamo calcolare espressa in mm
  • "f" è la lunghezza focale del nostro obbiettivo sempre espressa in mm
  • "N" è il valore di apertura del diaframma
  • "c" è un valore numerico detto circolo di confusione; si tratta di un valore variabile a seconda del tipo di sensore e di fotocamera utilizzata, di solito è 0,016 per le fotocamere APSC e 0,0026 per le fotocamere full frame.
Di solito la somma "+f" finale non viene considerata i quanto incide poco sul risultato.

L'esempio classico è quello relativo ad un obiettivo con lunghezza focale 50 mm. Con tale obiettivo, volendo utilizzare un'apertura f8 avremo: 

  • f=50
  • N = 8
  • c= 0,016 (Considerando una classica APSC)
  • quindi H risulterà pressapoco 19,5 metri.


Mettendo quindi a fuoco a tale distanza avremo come risultato che gli oggetti compresi da 9,75 m sino all'infinito saranno a fuoco. E' facile notare dalla formula, che maggiore è l'apertura del diaframma e minore è la lunghezza focale, minore sarà la distanza iperfocale.

Dato che  non è comodo utilizzare sempre con una calcolatrice i calcoli, esistono comunque altri metodi che permettono di avere sempre a portata di mano i valori relativi all'iperfocale:


  • scaricarsi delle tabelle già pronte, che si possono trovare su internet. Si possono trovare dovunque e molte volte ci sono tabelle anche relative ad un obiettivo in particolare:



















  • scaricare qualche programma per lo smartphone, ce ne sono diversi, uno tra tutti Iperfocale di Mario Lancellotta.  Il programma è semplicissimo e permette di calcolare la distanza in seguito all'inserimento dei 3 parametri.



  • l'ultima alternativa è quella di leggere le indicazioni sull'obiettivo. Molti obiettivi hanno infatti dei valori segnati sulle varie ghiere.

in questo caso ad esempio se noi abbiamo impostato un'apertura del diaframma di f16, dobbiamo far scorrere la ghiera delle distanze di messa a fuoco fino a quando il simbolo di infinito combacia perfettamente con il nostro 16. A questo punto sulla ghiera inferiore è possibile visualizzare la distanza iperfocale, che nel nostro caso è 5,6. Significa che scattando una foto in queste condizioni, avremo tutto a fuoco da 5,6 metri fino all'infinito







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