La profondità di campo




Quando un obbiettivo viene messo a fuoco su una data distanza, gli oggetti riprodotti più nitidamente sono quelli che si trovano esattamente a quella distanza. Ma anche altri oggetti più vicini all'obbiettivo e altri più distanti appariranno nitidi e questo succede perché l'occhio umano non riesce a rilevare piccolissimi gradi di mancanza di nitidezza.
La distanza davanti e dietro il soggetto, entro la qual il soggetto appare nitido, viene chiamata PROFONDITÀ DI CAMPO

Esiste inoltre una regola fondamentale, secondo cui, circa un terzo della profondità di campo disponibile si trova di fronte al piano del soggetto, e i rimanenti 2/3 dietro ad esso. Questo avviene a causa dell'angolo di incidenza dei raggi luminosi.



I fattori che incidono sulla profondità di campo sono 3:


  • La distanza dal soggetto
  • L'apertura del diaframma
  • La lunghezza focale 


Il primo punto da tenere in considerazione è la distanza del soggetto che vogliamo mettere a fuoco.
Utilizzando infatti uno stesso obiettivo e la stessa apertura del diaframma, una maggior vicinanza al soggetto
comporta una minore profondità di campo.



Dell'apertura del diaframma ne avevamo parlato ancora durante la lezione sul calcolo della corretta esposizione.( L'esposizione ).
A parità di lunghezza focale e di distanza dal soggetto, l'aumentare dell'apertura del diaframma avrà come risultato una minor profondità di campo (dicevamo infatti nella lezione inerente l'esposizione, che sebbene
le combinazioni diaframma/tempi in cui l'esposizione risulta corretta possono essere molte, la scelta può essere fatta anche a seconda di quanto vogliamo mettere in risalto il soggetto rispetto allo sfondo).


Ultima cosa, maggiore sarà la lunghezza focale dell'obbiettivo utilizzato, minore sarà la profondità di campo. 
I teleobiettivi quindi otterranno una profondità di campo minore rispetto a quella ottenuta con obiettivi grandangolari.





Che profondità di campo utilizzare?

La scelta della profondità di campo deve essere eseguita quindi in base a quanto deve essere posto in risalto
il soggetto rispetto allo sfondo.
Nel fotografare quindi un paesaggio, oppure una foto ricordo delle vacanze è preferibile che ogni elemento della foto sia nitido, in maniera da contestualizzare lo scatto; è quindi consigliabile l'utilizzo di lunghezze focali ridotte o di piccole aperture del diaframma.
Per quanto riguarda invece i ritratti o comunque in tutte le foto in cui è necessario far risaltare il soggetto come ad esempio nella macro-fotografia è necessario che lo sfondo sia il più uniforme e sfumato possibile in modo da non togliere importanza agli elementi in primo piano.

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